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I progetti di ricerca
Sintesi del seminario di Berkeley del 15-22 luglio 2006
I lavori di Berkeley
Dal 15 al 22 luglio 2006, grazie alla generosa ospitalità della Robbins Collection - School of Law, University of California - Berkeley), venti dei partecipanti al progetto CSIR hanno potuto confrontarsi e discutere i primi risultati del lavoro svolto dai gruppi pilota, giungendo a isolare i caratteri fondamentali dei volumi dei volumi che dovranno comporre la collana del Corpus Scriptorum Iuris Romani.
La prima delle nove sedute in cui si è articolato il densissimo calendario dei lavori si è aperta con un'introduzione di A. Schiavone e D. Mantovani, che hanno indicato come obbiettivo del progetto quello di recuperare per quanto possibile il profilo intellettuale e l'individualità scientifica dei singoli giuristi romani con uno sguardo con uno sguardo che muova da una conoscenza piena della loro biografia e delle loro opere letterarie. Sono stati quindi passati in rassegna gli specimina scelti con l'intento di isolare e discutere alcune difficoltà insite nel lavoro di ricostruzione testuale. Essi riguardavano: alcuni libri dell'ad edictum ulpianeo (C. Giachi, V. Marotta, E. Stolfi), i libri, ancora ulpianei, de officio praefecti urbi (D. Mantovani e M. De Nonno), la produzione penalistica di Macro e Marciano (F. Botta), i libri de iure fisci di Callistrato (S. Puliatti), l'ad edictum di Pomponio (E. Stolfi), i libri iuris civilis di Sabino (esposizione della relazione di R. Astolfi da parte di V. Marotta), il liber singularis de formula hypothecaria di Marciano (L. Pellecchi), i responsa di C. Scevola (F. Lamberti), nonché le ricostruzioni prosopografiche delle biografie di Quinto Mucio (esposizione della relazione di J. L. Ferrary da parte di P. Giunti), di Nerazio (esposizione di G. Camodeca da parte di F. Nasti e N. Parma) e dei personaggi citati nell'opera di Scevola (F. Nasti e N. Parma).
La discussione che ha seguito ciascuno degli interventi e che ha potuto contare anche sulla partecipazione e sul contributo di C. Baldus, M. Citroni, M. Humbert, M. Labate e M. Miglietta, ha permesso di individuare le soluzioni e le misure di intervento per alcuni punti critici. Per quanto riguarda la struttura dei volumi che dovranno comporre la collana del Corpus Scriptorum Iuris Romani, è stato dibattuto e accolto un modello di struttura per ciascun volume, che è stato il punto di partenza per la stesura del protocollo che guida ogni unità di lavoro: uno schema comune al cui interno potrà dispiegarsi e rendersi apprezzabile la personalità del singolo curatore che potrà scegliere, ad esempio, quali aspetti valorizzare maggiormente.
