RICERCA
I progetti di ricerca
Progetto Qualità della democrazia
Sulla base delle esperienze maturate in alcuni centri di ricerca europei ed americani, con questo progetto si vuole sviluppare, innanzi tutto, un quadro teorico e metodologico per la rilevazione della qualità democratica nei suoi diversi aspetti generali - qualità come procedura, come contenuto, come risultato - e nelle sue dimensioni più specifiche: rule of law ovvero primato della legge, accountability elettorale, accountability interistituzionale, responsiveness ovvero rispondenza, partecipazione, competizione, libertà ed uguaglianza/solidarietà. Proprio l'esame empirico di queste dimensioni dovrebbe offrire un quadro completo e soddisfacente delle qualità democratiche che da sole o combinate corrispondono alle principali concezioni ideali di democrazia.
La democrazia apparentemente 'trionfa' in tutto il mondo. Specie dopo la caduta del muro di Berlino e la trasformazione in senso democratico di alcuni autoritarismi asiatici negli anni novanta, il regime democratico non è più sfidato. Al tempo stesso, diversi dati ci suggeriscono che nelle democrazie esistenti da tempo i cittadini hanno sempre meno fiducia nelle istituzioni e nel loro funzionamento: fenomeni di malaise democratico emergono in diversi paesi europei e non, Italia compresa. Il paradosso è, dunque, che la democrazia è la forma di governo più ricorrente e diffusa a livello internazionale e contemporaneamente la valutazione dei cittadini sulle proprie democrazie sta diventando sempre più negativa. Come spiegare una tale contraddizione? Occorre guardare 'dentro' le democrazie, al di là della facciata, riprendendo uno dei temi più antichi del pensiero politico occidentale: che cosa sia una buona democrazia e, dunque, come si analizzi la qualità democratica.
L'obiettivo è la creazione di un Osservatorio sulle qualità di tutte le grandi democrazie europee (il Regno Unito, la Francia, la Germania, l'Italia, la Spagna e la Polonia) e di alcune piccole democrazie, come l'Irlanda, la Svezia, il Portogallo, la Grecia, l'Ungheria e la Repubblica Ceca. Attraverso una rete internazionale di rilevatori tale Osservatorio condurrà un monitoraggio continuo di quelle esperienze, individuandone problemi e mutamenti.
